Sexual Health Reports 2005, 1, 2, 29-34

Behaviour and Psychological Models in Ejaculatory Function Research

Rowland D L, Cooper S

Introduzione

I disturbi dell'eiaculazione, sia essa prematura o ritardata, causano deficit funzionali e stress emozionale sia nei pazienti che nelle loro partners. E' quindi importante identificare i fattori psicologici e biologici che contribuiscono alla risposta eiaculatoria e, più specificamente, alla sua latenza. L'eiaculazione è un fattore importante nel ciclo della risposta sessuale dell'uomo: non è solo essenziale per la riproduzione, ma come culmine dell'azione sessuale è associato all'orgasmo. L'orgasmo viene definito come la sensazione di intenso piacere derivata dalla stimolazione che, secondo una prospettiva comportamentale, provvede al rinforzo che assicura il continuo interesse sessuale e quindi il comportamento riproduttivo. Il processo eiaculatorio è complesso e legato ad una coordinazione dei sistemi nervosi centrale e periferico oltre che all'attivazione di efferenti somatici ed autonomici. Molti parametri a riguardo possono essere misurati, dal numero di contrazioni muscolari al volume di liquido seminale. Ma il parametro più rilevante è il tempo (o la latenza) dell'eiaculazione, tra l'inizio della stimolazione genitale (dopo che l'erezione è stata raggiunta, usualmente attraverso il coito) e il momento dell'emissione. La latenza mostra sostanziali variazioni interindividuali. Una piccola percentuale eiacula prima dell'introduzione (eiaculazione anteportale). La maggioranza da 1 a 12 minuti dopo l'inizio del coito, con una media di 8 minuti. Un'altra piccola percentuale eiacula dopo prolungate stimolazioni, o non eiacula affatto. L'eiaculazione precoce è irrimediabilmente accompagnata dal non raggiungimento dell'orgasmo da parte della donna. Si è visto però che un uomo può ritardare l'eiaculazione se aumenta i preliminari o la soddisfazione sessuale della sua partner, o se mantiene l'eccitazione a lungo ritardando il coito.

Relazione tra le variabili psicologiche e biologiche

Il range di latenza eiaculatorio può essere definito da variabili genetiche, ma dipende anche da molteplici variabili contestuali, comportamentali e relazionali. Potremmo dire che nell'uomo vi sono degli elementi hardwired, non facilmente modificabili, come gli ormoni, i recettori di membrana, la sintesi neurotrasmettitoriale, e così via. Ed esistono dei componenti softwired, che sono influenzati da esperienze passate e contesti presenti. Non è sempre così facile distinguerli. Per esempio, la serotonina gioca un suo ruolo nell'eiaculazione: i farmaci inibitori del suo reuptake (SSRI) allungano la latenza. Questi agiscono soprattutto a livello centrale, ma anche periferico, modificando la frequenza cardiaca e diminuendo l'eccitazione durante la stimolazione: hardwired e softwired interagiscono tra loro. Con l'assunzione di un SSRI un paziente può essere facilitato a diminuire la sua eccitazione, ma non può intervenire direttamente sull'attività serotoninergica. L'eiaculazione precoce è stata classificata in primaria (sempre esistita durante la storia sessuale del paziente) o secondaria (presente solo da un determinato tempo o in una determinata partner o situazione). Ma una definita eziologia non è chiara. Certo, un'eiaculazione precoce secondaria è più legata a problematiche  relazionali. Ma non è chiaro se eiaculazione precoce ed eiaculazione ritardata condividano elementi comuni (per es. ansia, modulazione serotoninergica, sensibilità recettoriale) o siano fenomeni indipendenti e non correlati. Per cercare di fare chiarezza dobbiamo conoscere i costrutti psicologici e le strategie comportamentali sottesi all'eiaculazione. Da Shapiro a Master & Johnson si è convenuti che l'uomo può imparare a modificare il livello d'eccitazione e acquisire nuove strategie per modulare le sue risposte.

Fattori cognitivo-comportamentali nell'eiaculazione precoce

I modelli cognitivo-comportamentali esplicanti l'eiaculazione precoce  sono concentrati  su processi quali l'ipereccitabilità durante la riposta sessuale. Questi implicano una ridotta consapevolezza da parte del paziente con eiaculazione precoce dei suoi alti livelli di eccitazione fisica, una carenza di controllo eiaculatorio ed un elevato livello di ansietà. Ripetuti fallimenti di controllo aumentano l'ansia. Ed un aumento dell'ansia aumenta l'attivazione simpatica, che anticipa la risposta eiaculatoria. E' stato dimostrato che pazienti con coesistenti eiaculazione precoce e disfunzione erettile presentano una più bassa sensibilità peniena rispetto ai controlli sani. Kaplan e altri ricercatori hanno dimostrato che questi pazienti si eccitano molto rapidamente e questa rapida ascesa li porta a non riuscire a stimare ottimamente il loro livello di eccitazione, e quindi a eiaculare precocemente. I livelli di tumescenza peniena appaiono invece equivalenti tra pazienti con eiaculazione precoce e controlli. Rilevante è ora capire quanto le componenti affettive possano giocarvi un ruolo. Sebbene l'ansia nelle disfunzioni sessuali è stata spesso associata alla disfunzione erettile, un disturbo vicino all'ansia generalizzata può avere effetto  sul discontrollo della  risposta eccitatoria. Non è ancora chiaro però se è l'ansia ad essere primaria sul disturbo o se è l'eiaculazione precoce che la causa. I pazienti con eiaculazione precoce hanno però rispetto ai controlli sani più tendenza a riportare emozioni negative, a disistimarsi, a sentirsi imbarazzati o colpevoli. E queste sensazioni rimangono inalterate anche dopo terapia con SSRI. Le sensazioni positive sono più basse negli uomini con eiaculazione precoce rispetto ai controlli sani. Ma queste tendono a salire dopo terapia con SSRI giunta a successo. 

Fattori cognitivo-comportamentali nell'eiaculazione ritardata

Sebbene esista una letteratura molto meno consistente sull'eiaculazione ritardata, anche i questo caso sono stati rilevati dei meccanismi cognitivo – comportamentali di base. I pazienti con eiaculazione ritardata sono stati spesso considerati inibiti, con marcati sensi di colpa, con un' inadeguata sensazione delle propria eccitazione, ed un'ansia di fondo che li porta ad avere nel sesso la meta di soddisfare la partner, come se la mancata riuscita di questo scopo li trovasse impotenti. Si è recentemente trovato come gli uomini con eiaculazione ritardata mostrino più frequentemente dei controlli una tendenza alla masturbazione, e questo porterebbe ad automantenere il problema. Non solo, ma pare che si eccitino di più durante la masturbazione che durante il coito.

Conclusione

Le disfunzioni eiaculatorie sono legate a problemi sia genetici che ambientali. Approfondire modalità e relazioni può aiutare  a capire meglio il problema e a trovare risposte terapeutiche.

Commento

Sexual Health Reports è una rivista che si è affacciata da poco sul panorama internazionale. Rowland & Cooper sono due psicologi che lavorano all'Università di Valparaiso, negli USA, e attraverso questo lavoro sintetizzano un’ interessante analisi dello status quo sui disturbi dell'eiaculazione.

 


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