Uso di sostanze e funzione sessuale

 

Nel corso della storia vi è sempre stato un importante legame tra uso di sostanze e sessualità nel senso che l’uomo da sempre ha ricercato e sperimentato sostanze che influenzassero il comportamento e la performance sessuali. Numerose sono le credenze e i miti in tale ambito, molti dei quali privi di ogni fondamento. D’altra parte diversi dati clinici e diverse esperienze di lavoro scientifici non sono completamente confrontabili in quanto la ricerca a proposito dell’impatto dell’abuso di droghe sulla funzione sessuale è molto limitata. Ciò avviene a motivo di alcuni ostacoli metodologici che possono essere così riassunti:

  1. la sperimentazione su modelli animali è quasi mai possibile, in quanto gli effetti delle sostanze sulla sfera sessuale sono spesso molto differenti nelle altre specie animali, rendendo difficile estrapolarli per l’uomo;
  2. esistono aspettative diverse di tipo culturale circa gli effetti delle sostanze sull’aumento dell’eccitazione sessuale e non è sempre facile separare gli effetti legati alle aspettative psicologiche dai reali effetti farmacoindotti;
  3. gli studi placebo-controllo in ambito di collateralità sessuale non sono possibili a motivo della non eticità;
  4. l’osservazione clinica di pazienti con disturbi legati all’uso di sostanze è resa più difficile dalla tendenza che hanno tali pazienti ad un poliabuso di sostanze, la qual cosa inficia molto spesso l’estrapolazione dei dati;
  5. l’uso stesso di sostanze può condurre a risultati soggettivi errati; per esempio, gli alcolisti cronici sono spesso inconsapevoli della propria disfunzione sessuale: riferiscono in modo convinto di non avere disfunzioni sessuali, mentre i loro partner riferiscono esattamente l’opposto;
  6. i pazienti tossicodipendenti spesso soffrono di importanti patologie mentali: la comorbilità psichiatrica aumenta l’incertezza e la complessità a proposito dei riscontri riferiti in ambito sessuale
  7. specialmente nelle donne è spesso difficile confrontare i riscontri soggettivi con evidenze oggettive, in quanto nella femmina la risposta sessuale è meno obbiettivabile che non nel maschio
  8. le correlazioni tra uso di sostanze e funzione sessuale possono essere radicalmente diverse a seconda della modalità d’uso della sostanza (per via inalatoria, per via orale, per via endovenosa, per via sottocutanea, per via intramuscolare) e della relazione esistente tra il consumatore e la sostanza (uso, abuso, dipendenza). Una stessa sostanza può favorire o danneggiare una prestazione sessuale, interferendo con tutte le fasi della risposta sessuale: è possibile, a seconda dei casi, assistere ad un aumento o ad una riduzione del desiderio sessuale, dell’eccitamento, così come ad una modificazione della fase dell’orgasmo.

Per poter valutare correttamente il rapporto che intercorre tra le diverse sostanze e la modificazione della funzione sessuale, occorre esaminare in ogni singolo caso le variabili che comportano, a parità di uso di sostanza, quadri sessuologici differenti. In tal senso è importante considerare:

  1. il tipo di sostanza implicata
  2. il dosaggio della stessa
  3. il carattere di consumo (uso, abuso, dipendenza)
  4. l’eventuale assunzione di più sostanze
  5. le eventuali terapie sostitutive e anticraving concomitanti (per esempio metadone, buprenorfina per i dipendenti da oppiacei)

Non tutte le sostanze hanno un identico impatto sulla funzione sessuale, pur avendo di fatto tutte una ripercussione sulla sfera sessuale. La stessa sostanza può determinare risvolti diversi sulle singole fasi della funzione sessuale, amplificandone per esempio alcune ma inibendone al contempo delle altre.

In secondo luogo è determinante stabilire il dosaggio di sostanza assunta, in quanto si possono avere ripercussioni sulla sfera sessuale differenti a seconda della quantità assunta (per esempio, nell’uomo, l’alcool a piccole dosi accresce il desiderio sessuale in quanto facilita il rapporto sessuale diminuendo i freni inibitori; a dosi elevate crea al contrario difficoltà nella fase dell’eccitamento con fenomeni di deficit erettile e difficoltà o impossibilità alla penetrazione).

Un terzo elemento da considerare è il carattere di consumo: nell’uso occasionale l’aspetto comune alle varie sostanze è quello di ridurre il livello di inibizione interpersonale e consentono spesso un aumento della probabilità di incontrare un partner con cui avere un rapporto sessuale. In contesti occasionali inoltre, le dosi e le modalità d’uso (maggior distanza tra le somministrazioni) limitano l’incidenza di effetti collaterali e in alcuni casi le modificazioni della funzione sessuale possono migliorare fisiologicamente la qualità della prestazione (per esempio il ritardo eiaculatorio prodotto dagli oppiacei o la disinibizione indotta dalla cocaina). Nei casi in cui l’uso di sostanze determini inizialmente una maggiore soddisfazione in ambito sessuale, si può in un secondo tempo assistere all’instaurarsi di un meccanismo di rinforzo nei confronti dell’assunzione della sostanza, con un viraggio da un consumo occasionale verso una dipendenza. D’altra parte, un incremento delle dosi e della frequenza dell'assunzione di droghe si accompagna ad un più alto grado di disfunzioni sessuali. Per esempio, un soggetto cocainomane può manifestare desiderio sessuale soltanto durante l’assunzione di cocaina, ma per un tempo comunque troppo breve per poter espletare un rapporto sessuale.

Un quarto aspetto contingente da valutare nei pazienti dipendenti, è la frequente concomitante assunzione di più sostanze di diversa natura (poliassunzione). In tal caso gli effetti delle singole sostanze si sommano: per esempio, nel caso di poliassunzione di alcool ed eroina il disturbo dell’eccitamento dovuto all’alcool è sovrapposto ad un disturbo dell’orgasmo correlato all’eroina; al contrario, nel caso di poliassunzione di cocaina e alcool l’aumento del desiderio sessuale è correlato alla cocaina ma il deficit dell’erezione è correlato all’abuso alcoolico. Insomma, si osservano quadri clinici in cui gli effetti delle sostanze che si modulano di volta in volta possono essere positivi o negativi nell’aspetto del funzionamento sessuale. 

Per ultimo, è fondamentale una valutazione clinica attenta della presenza di un’eventuale collateralità sessuale indotta da farmaci per il trattamento della dipendenza (per esempio, metadone, buprenorfina o psicofarmaci) oltre che l’individuazione di disturbi (depressione, disturbi di personalità, disturbi d’ansia) e di altre patologie mediche che possono influenzare il funzionamento sessuale.

 


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